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Laura Fanfoni - Roma - Tesi di Laurea - Anno accademico  1999-2000 - 

LE COMPETENZE PSICOLOGICHE DELLA PROFESSIONALITA’ SEGRETARIALE 

Appendice

APPENDICE

  1. Introduzione

Nella ricerca del materiale necessario alla stesura di questo lavoro, sono emerse delle caratteristiche peculiari che contraddistinguono la figura professionale della segretaria.

La figura che ne emerge, evidenzia un profilo con caratteristiche "femminili": dinamismo, intuito, disponibilità, tatto, diplomazia, e quant’altro caratterizza le abilità umane coltivate dal sesso femminile.

Resiste, però, al tempo e nell’immaginario comune, lo stereotipo della segretaria, considerato come un bell’oggetto d’arredamento.

La segretaria, con i suoi pregi e difetti, si trova essere, suo malgrado, personaggio di fumetti, barzellette, vignette.

Il profilo che ne deriva è quanto di più stereotipato si possa trovare.

I luoghi comuni sulle segretarie non accennano a scomparire.

Ancora oggi, nel terzo millennio, l’idea della segretaria è influenzato da pregiudizi comuni e da vignette.

Emerge la figura della "fanciullina carina", tutta curve, un po’ "scema", pronta a saltare sulle ginocchia del proprio capo.

II Luoghi Comuni

Spesso gli stereotipi della segretaria oscillano tra la zitella un po’ grigia e l’oca decorativa.

Per dare un piccolo saggio, ho riportato, qui di seguito, alcune vignette, disegni, barzellette, che ricalcano lo stereotipo della segretaria.

III. Formule Consigliate di Comunicazione

Analizzeremo ora alcune situazioni tipiche, che possono verificarsi quotidianamente, al telefono, durante lo svolgimento del lavoro segretariale.

A queste ho fatto corrispondere le frasi di uso comune nella conversazione, con quelle da preferire nello svolgimento della professione.

È importante far sentire all’interlocutore che siamo realmente interessati al suo problema e che è nostro interesse trovare una soluzione.

È importante riferirsi a lui chiamandolo per nome, al fine di evitare un rapporto asettico ed anonimo.

Il nostro coinvolgimento empatico e la nostra competenza devono essere chiari al nostro interlocutore.

Ecco come riuscirvi:

AL TELEFONO

Non dite . . .

Ma dite . . .

Pronto?

Buongiorno, è la (Ditta ………)

Chi parla? Lei come di chiama?

Con chi ho il piacere di parlare?

Dica!

In che cosa posso esserLe utile?

Come? Parli più forte!

La sento lontano. Può cortesemente ripetere?

Chi lo vuole?

Chi debbo annunciare?

È troppo occupato in questo momento

Il Dr. Rossi è impegnato in dire-zione. La richiameremo noi tra pochi minuti.

Lei che telefono ha?

Può cortesemente lasciarci il Suo numero di telefono, in modo che possiamo più facilmente metterci in contatto con Lei?

Qui è la Ditta Rossi!

Qui è Mario Bianchi della Ditta Rossi!

Sono il Dr. Mario Bianchi!

Sono Mario Bianchi

Non so cosa dirLe!

Mi spiace di non poterLe essere utile.

AL TELEFONO

Non dite . . .

Ma dite . . .

Che fa, richiama?

Preferisce attendere in linea o che la richiamiamo noi appena possibile?

Io non c’entro

Credo, sig. Bianchi, che la persona più adatta per questo tipo di discorso sia il Dr. Rossi

È la quinta volta che Lei chiama!

La situazione non è cambiata. Stia certo che appena il Dr. Rossi rientra, sarà nostra cura telefonarLe.

Le ho già detto che….

Come le dicevo ….

Desidera?

Cosa possiamo fare per Lei. Dr. Rossi?

Mi faccia parlare con…..

Vorrei parlare, se possibile con…..

 

 

 

Laura@microsis.com