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Laura Fanfoni - Roma - Tesi di Laurea - Anno accademico 1999-2000 - LE COMPETENZE PSICOLOGICHE DELLA PROFESSIONALITA’ SEGRETARIALE Capitolo 8 |
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CAPITOLO 8 CONCLUSIONI Dall’analisi storica e dall’evoluzione sociale del nostro tempo, emerge che la figura della segretaria è in forte trasformazione. Con l’introduzione delle nuove tecnologie, il suo ruolo di dattilografa è andato scomparendo, lasciando lo spazio ad altri compiti. Questa figura, che nella mente dei più corrisponde ancora alle caricature delle vignette, esprime invece spesso una grande professionalità. Il quadro che emerge è quello di una donna professionalmente preparata, che ha saputo andare oltre il suo stereotipo, sapendo raggiungere livelli notevoli nel suo lavoro. Molte segretarie rivelano spiccate capacità e sicurezza nelle decisioni. Hanno saputo trasformare un compito meramente esecutivo, (scrivere una lettera, rispondere al telefono) in un lavoro che potremmo definire manageriale, di iniziativa, di responsabilità, di collaborazione alla pari. Il ruolo della segretaria si è trasformato, nel corso degli anni, partendo da una totale abnegazione alla figura del capo, fino ad arrivare, attraverso gli anni novanta, alla nuova figura professionale: che è l’assistente. Il profilo psicologico dell’assistente è molto elastico e dinamico, ha conoscenze in materia di marketing, di economia, di gestione delle risorse umane. Ha una cultura internazionale, conosce le moderne tecniche di comunicazione, contribuisce attivamente alla crescita e all’immagine dell’azienda. Sa assumersi le proprie responsabilità, ed ha notevoli doti di organizzazione e autocontrollo. Le segretarie, ora assistenti, sono riuscite, nell’era del cambiamento e della globalizzazione, a trasformarsi, dimostrando una grande flessibilità e lungimiranza. Hanno fatto della formazione "lifelong learning", un caposaldo della loro professionalità. Sempre pronte a rimettersi in discussione per migliorare ed imparare. Non ho voluto approfondire l’aspetto economico di questa professione, ma posso affermare che i compensi possono raggiungere livelli assai soddisfacenti, (nei casi più fortunati e professionalmente più impegnativi, si possono raggiungere gli ottanta o i cento milioni di lire annui). Con tutto il bagaglio di competenze raggiunto non rischiano di essere travolte, se il loro capo subisce uno stop nella carriera, perché l’attività segretariale ha comunque come obiettivo "l’azienda nella sua interezza". La loro formazione, troppo spesso, è affidata alla propria personale iniziativa. Molte delle segretarie che ho incontrato, spinte da una forte motivazione a far bene il proprio lavoro, frequentano, nel tempo libero, seminari, incontri, associazioni di categoria. Durante i seminari si confrontano anche a livello sovranazionale ed europeo. L’European Association of Professional Secretaries, organo nato circa 25 anni or sono ( un’associazione che riunisce le segretarie di direzione di tutta Europa), ha recentemente cambiato il nome dell’Associazione in European Management Assistants. Questo perché il nome segretaria non era più adeguato al ruolo e all’impegno realmente svolti. Il ruolo e di conseguenza le mansioni, si sono arricchiti di responsabilità e di iniziativa, e perciò l’Associazione organizza, per le assistenti, seminari sia con risvolti psicologici (motivazione, assertività, ecc), sia mirati all’aggiornamento tecnologico, legislativo e di tutela. La conoscenza delle moderne tecniche di comunicazione, e dell’analisi transazionale, consentono loro di essere più sicure e decise nello svolgimento del proprio lavoro. La padronanza di queste tecniche consente il mantenimento di un clima di cooperazione e di produttività con i colleghi di lavoro ed anche con tutte le persone con cui si hanno contatti. Nel caso di meeting e riunioni, la padronanza di queste competenze si rivelano utili soprattutto nel caso in cui l’assistente debba illustrare una relazione. Il contatto con altre donne, pochi sono gli uomini che ricoprono questo ruolo, che svolgono lo stesso tipo di incarico, (anche in altre realtà produttive europee), arricchisce e migliora il lavoro stesso, favorendo uno scambio di esperienze ed un aggiornamento continui. Questi incontri rappresentano un momento di crescita per l’azienda. Un fattore discriminante, per il lavoro e la carriera delle assistenti, è la maternità, e di conseguenza, la qualità dell’impegno che possono garantire per l’azienda. Promuovendo l’aggiornamento, l’azienda, non vedrebbe così vanificata la spesa iniziale di formazione. Ciò permettebbe di valorizzare le risorse umane attraverso un investimento a medio e lungo termine. Una politica aziendale che obbliga le donne a scegliere fra carriera e famiglia si rivela di fatto antieconomica. L’accesso alle migliori risorse umane non è un lusso in quest’epoca di accanita concorrenza internazionale poiché le aziende hanno bisogno di tutte le persone di talento che possono reclutare. |
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